ll Sistema Bibliotecario Sud Pontino ha dato vita, nel 2004, alla collana editoriale “Memoria del territorio”;
L’ ambizione è quella di
offrire sul nostro territorio, oltre ai peculiari servizi delle Biblioteche,
strumenti idonei per la costruzione di un’ identità che
è poi il senso di appartenenza ai luoghi ed alla comunità da cui si
proviene.
L’attenzione è rivolta soprattutto ai giovani, i principali destinatari di queste pubblicazioni, nella profonda convinzione che offrire loro una conoscenza “altra ed ulteriore” rispetto a quella della “globalizzazione”, vuol dire contribuire al processo di formazione di “libere coscienze” nella loro crescita umana e civile.
Sono
stati stampati i seguenti testi:
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"Quel Natale del '44" Presentato dall'autrice Thea Magliozzi nelle scuole di Monte San Biagio, Gaeta, Castelforte, Itri, nell'ambito degli incontri letterario-musicali del progetto "Mò vene Natale". Ci parla di uno spaccato di vita vissuta dalla stessa autrice quando con la famiglia, recandosi a Gaeta da Roma per trascorrere il Natale, trova la casa semidistrutta dai bombardamenti. Lo spirito e la creatività della madre, fa si che il Natale sia celebrato lo stesso e con materiale semplice tutta la famiglia si da da fare per allestire un presepe. Le illustrazioni sono disegni della stessa autrice. |
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"Decennale del Sistema Bibliotecario Sud Pontino" 1994-2004: I primi 10 anni del Sistema Bibliotecario "Sud Pontino". La pubblicazione riassume le più importanti attività ed iniziative intraprese in questi anni, i servizi che l'Associazione rende all'utenza, corredato da schede illustrative delle singole Biblioteche del Sistema, con foto di Maria Angela Macaluso. L'introduzione è di Maurizio Trezza, i testi di Pierluigi Moschitti. |
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"Racconti d'infanzia" Presentato nelle scuole di Castelforte, Itri e Fondi nell'ambito delle attività per la "Giornata della Memoria", in "Racconti d'infanzia" l'autore Ezio D'Aprano ci racconta la sua esperienza di sfollato di guerra. Ancora bambino, con il padre internato in un campo di concentramento tedesco, fu costretto con la madre a scappare da Castelforte per cercare rifugio in Emilia Romagna dove furono accolti con affetto da una famiglia del posto. |
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"Mò vene Natale - la tradizione natalizia e la musica popolare" Il libro di Pierluigi Moschitti vuole contribuire ad un processo di riscoperta delle tradizioni natalizie e popolari in una circostanza, quella del Natale, in cui si è più attenti ai valori di solidarietà, di pace ed alla valorizzazione delle radici e dell’identità culturale. Nato a seguito dell'esperienza svolta l'anno prima con il progetto "Mò vene Natale", il testo è stato presentato a Fondi, Campodimele, Itri, Castelforte, Gaeta, Lenola, Monte San Biagio. La prima parte del libro illustra il "Natale di una volta" per proseguire con una analisi degli strumenti arcaici della cultura agro-pastorale (zampogna, ciaramella, tamburello ecc.)e dei generi della musica popolare dell'area centro meridionale italiana: saltarello, tammurriata e pizzica. Negli incontri-concerto effettuati, la parte musicale è stata svolta dal trio Aurunka; le foto degli incontri sono di Maria Angela Macaluso. Con questo testo all'autore è stato assegnato il Premio giornalistico Internazionale delle regioni storiche "INARS 2006" - Premio Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. |
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"Puer Natus Est. Le radici della speranza" Libro a cura del Prof. Erasmo Vaudo, Presidente del Centro Storico "Gaeta", che accompagna la mostra allestita presso il la Cappella d'oro della chiesa dell'Annunziata a Gaeta dal 20 dicembre 2006 al 6 gennaio 2007, contenente foto della natività e di arte presepiale di artisti del comprensorio. |
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"La confraternita della buona Morte" Lo studio di Rosalba Francesca Carroccia, La «Confraternita della Buona Morte» di Monticeli! di Fondi nei secoli XVII e XIX: il suo ruolo sociale e religioso, è una primizia: innanzitutto perché è la sua «opera prima» che viene data alle stampe; poi perché costituisce la prima storia della Confraternita di Monticeli!, l'attuale Monte San Biagio, paese natale dell'autrice; infine perché è la pubblicazione - fatto divenuto sempre più raro -di una tesi di laurea recentemente discussa nella Facoltà di Scienze Umanistiche dell'Università "La Sapienza" di Roma.Il merito principale dello studio tuttavia è un altro: l'aver riportato alla luce, attraverso documenti inediti, la storia e soprattutto l'origine di una Confraternita nata nel 1680 e durata fino al secolo scorso, che ha segnato in modo indelebile la vita di un paese per diverse generazioni. La ricerca si distingue per la documentazione puntuale e rigorosa, per i ritrovamenti d'archivio, per i cartigli venuti alla luce attraverso un certosino lavoro di indagine in biblioteche, comuni, curie vescovili e parrocchiali, ma pure per le interviste effettuate a testimoni che hanno conosciuto la Confraternita o ne hanno sentito parlare nelle famiglie. Giancarlo Pani - Docente Storia del Cristianesimo "La Sapienza" di Roma
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"Imago Christi - il volto di Cristo nell'arte" Libro a cura del Prof. Erasmo Vaudo, Presidente del Centro Storico "Gaeta", accompagna la mostra allestita presso il Museo di via Annunziata a Gaeta dal 31 marzo al 22 aprile 2007 e contiene foto del volto di Cristo dal VI sec fino a Goya. |
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A “Briganti e musica popolare dal Nord del Sud”, libro e CD di Pierluigi Moschitti e i Briganti di Frontiera, per aver tutelato e divulgato le tradizioni culturali, popolari e musicali della Ciociaria storica in un ampio progetto promozionale nelle scuole e in altre regioni storiche mediterranee, teso alla difesa della memoria storica e dell’identità culturale. |
"Briganti e musica popolare dal nord del Sud" Il volume di Pierluigi Moschitti percorre una strada già iniziata con il precedente: Mò vene Natale - la tradizione natalizia e la musica popolare, vincitore della quinta edizione del Premio Giornalistico Internazionale - sezione scrittori - dell’Istituto Nazionale delle Regioni Storiche. L’attenzione per la tradizione musicale diventa qui, tuttavia, uno sfondo per il tema del brigantaggio che viene trattato attraverso un’accurata ricerca antropologica, forte della passione storica che un etnomusicologo come Moschitti, strumentista di musica popolare, ha saputo regalarci. Dalle origini, nel Cinquecento, sino agli anni tumultuosi dell’Ottocento, il fenomeno brigantesco diventa un racconto di leggende, favole, materiale imponente per cantastorie di cui il lettore fa esperienza diretta grazie all’ascolto dei brani contenuti nell’allegato cd musicale. Così, attraverso le biografie di Marco Sciarra, che derubò l’illustre Torquato Tasso, Antonio Gasparoni, perenne fuggitivo, il ben noto Frà Diavolo, soggetto favorito da molte rappresentazioni teatrali e cinematografiche, ed innumerevoli altri ancora, si comprendono le diverse sfaccettature di un fenomeno popolare e popolano nelle cui intenzioni vi erano meschinità e crudeltà quanto solidarietà e virtù patriottica. Come Michail Bakunin ne ricordava l’animo anarchico, insieme sociale e rivoluzionario, George Byron e Walter Scott ne tramandavano lo spirito romantico. E’ "Tra Epitaffio e Portella", quella zona di confine fra lo Stato Pontificio e il Regno Borbonico, che era situata un tempo la Terra di Nessuno, terra di frontiera, priva di giurisdizione dove i briganti la facevano da padroni; e prima contro i francesi, poi contro le truppe piemontesi seppero "dar battaglia", vendicando gli antichi livori di sopraffazioni e tradimenti di galantuomini mal disposti alle concessioni. Un territorio facente attualmente parte della Regione Lazio quale evidente lascito della storia del napoletano e del suo essere, dunque, il nord del Sud. La linearità espositiva, la chiarezza cronologica del testo sono alla base di una narrazione piacevole e leggera, indicativa della sua destinazione scolastica. Un contributo originale che riesce a mescolare i diversi strumenti educativi: cultura orale, scritta e intrattenimento musicale che si intrecciano nella volontà dell’autore di far luce parziale su un Risorgimento mai del tutto privo di ombre. La rivalutazione degli assetti che portarono all’Unità d’Italia e l’assunzione di una prospettiva dal basso (la reazione del popolo) insinuano il dubbio di trovare in essa le radici di un problema ben più profondo come la Questione Meridionale. Il carisma del brigante, il pittoresco abbigliamento - a partire dalle immancabili "cioce", le calzature con cui si distingueva - sino alle storie di vendetta e di redenzione, tutto contribuisce a mostrare le diverse anime di una figura così spesso demonizzata. Religioso ma passionale, solidale e combattente, si spiega la scelta del brigante come identità simbolica della band di cui Moschitti stesso è componente: I Briganti di Frontiera. L’utilizzo di illustrazioni, testi della tradizione popolare appositamente tradotti, le foto e i documenti d’archivio, rendono il volume un prodotto ben curato e gradevole alla vista oltre che alla lettura. L’epopea brigantesca trova in Moschitti un contemporaneo cantastorie. (Chiara Li Volti) |